AOCF- FOI- CLUB MALINOIS

Sondaggio

Che canarino preferisci allevare?
 

Contatto Facebook

SEGNALATO DA

TRANSLATE

Visite

free counters

Cove

                                     

  in_covaE’ sicuramente il periodo più entusiasmante dell’anno. Sia la fase di accoppiamento che quella   della nascita dei pulli richiede tantissima attenzione e pazienza. La cova, o meglio definita incubazione, è quel processo mediante il quale la canarina fornisce alle uova il calore indispensabile allo sviluppo dell’embrione. Durante questo periodo, la canarina subisce delle modificazioni atte a favorire tale processo, come perdita di piume dall’addome, innalzamento della temperatura corporea ecc. Il periodo di incubazione, coincide con il momento in cui rimettiamo tutte le uova deposte all’interno del nido. Vedremo in questa fase che la canarina dopo qualche attimo di smarrimento dovuto alla nostra manovra, ritornerà nel nido e coprirà le uova con quei movimenti caratteristici di assestamento, senza badare molto al numero delle uova presenti, né le dimensioni né il colore, in quanto lo stimolo della cova, viene impresso dal contatto tattile delle uova con l’addome. Nei primi giorni di cova, dovremo ispezionare il nido con cadenza giornaliera, per controllare che tutte le uova rimangano integre, e che non si impiglino nella juta del nido. In questo delicato intervento ci capiterà di dover forzatamente allontanare la femmina dal nido. E’ bene farlo con molta cautela e delicatezza, onde evitare spiacevoli sorprese, come trascinamento accidentale delle uova fuori dal nido, o abbandono dello stesso per eccessivo spavento. Nella quasi totalità dei casi, appena avremo terminato l’ispezione, la canarina ritornerà tranquillamente al suo posto, in altri casi, approfitterà dell’intervallo, per cibarsi e per bere. In questo periodo, anche i maschietti giocano un ruolo fondamentale. Molto spesso, si vedrà un ottimo maschio sostare nei pressi del nido, che provvederà anche ad imbeccare la femmina, per non distoglierla troppo dalle cure che dedica alle uova. Occorre però accertarsi, nel caso in cui il maschio sosti solo nei pressi del nido e non aiuti la femmina, che non dipenda da cattivo stato di salute. In questo caso il maschio andrebbe allontanato e non utilizzato per le successive cove. Nel periodo delle cove, la femmina abbandona poche volte il nido, specialmente per defecare, quindi le deiezioni saranno pochissime ed abbondanti. Ciò non deve assolutamente preoccupare, perché rientra tutto nella norma. La durata minima del periodo di incubazione è di 13 giorni, ma tale periodo può protrarsi anche a 15 o 16 giorni. Questo ritardo della schiusa, può avere molteplici spiegazioni, alcune delle tante è che:

 

1.      La temperatura della femmina è inferiore alla norma;

2.      La sua posizione risulta un pò sollevata dal nido;

3.      Il numero delle uova è eccessivo per cui non riesce a riscaldarle tutte;

4.      Stagione eccessivamente fredda;

5.      Il maschio troppo focoso che la disturba;

6.      Ambiente troppo rumoroso;

7.      Accensione e spegnimento molto rapido delle lui artificiali;

8.      Ospiti indesiderati che passeggiano nella gabbia;

9.      Interventi umani inopportuni ecc.

In tutti i casi, quando la schiusa si protrae oltre il 14° giorno, è conveniente effettuare un’ulteriore speratura delle uova che avremo già fatto al 5 o 6 giorni di cova, in modo da definire con assoluta certezza la presenza dell’embrione. Se le uova risultano infeconde, le toglieremo dal nido per far preparare la femmina ad una nuova deposizione, se invece sono feconde, aspetteremo ancora un paio di giorni, avendo l’accortezza di nebulizzare le uova con uno spruzzatore contenente acqua assolutamente pulita, in modo da aumentare il grado di umidità e favorire la schiusa. Sarà stupendo, quando vedremo i ns. piccoli pullus con quanta foga si danno da fare per rompere il guscio ed affacciarsi alla vita.

 

SVEZZAMENTO PULLUS

 

Questo è il periodo che interessa i primi 30 giorni circa di vita del canarino in cui il piccolo non è capace di alimentarsi da solo, ma viene nutrito dai propri genitori.E' un periodo in cui l'alimentazione deve essere molto ricca di Grassi e proteine, per poter permettere un adeguato sviluppo del canarino stesso. Tale proposito, fornisco ai genitori una miscela di semi secchi T5, pastoncino morbido unito a semi germinati o ammollati.Per i primi dieci giorni di vita, metto a disposizione canapa e avena in rapporto di 1 a 3 e poi uso due volte al giorno, di solito alla mattina e prima che faccia sera, fare una pappetta per l'imbecco allo stecco, composta da Energette e Fungilin che andrò a somministrare direttamente ai nidiacei, attraverso una siringa (ovviamente senza ago). Inoltre, in questo periodo evito di somministrare verdure, che potrebbero essere non digerite dai pullus e a volte causarne la morte.Una volta a settimana uso mettere aceto di mele nell'acqua, in ragione di un cucchiaio x litro, che regola le funzioni intestinali dei riproduttori e di conseguenza dei pullus.A circa trenta giorni di vita, i piccoli saranno ormai autosufficienti per cui saranno disposti in voliere da 120 cm dove poi si appresteranno a fare la loro prima muta.

 


 
Copyright © 2010 - 2010 Allevamento Malinois di Carmine Napolitano MiglioreWeb
Design by Maurizio Migliore MiglioreWeb