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Preparazione Cove

 

Tutti gli animali iniziano la loro attività riproduttiva nella stagione degli Equinozi, che ricade nel periodo di Marzo per l’emisfero Boreale e nel periodo di Settembre per l’emisfero Australe. Ciò in funzione dell’alternanza tra stagione calda e fredda.

Per quanto riguarda il ns. clima, che è di tipo marittimo, ci sentiamo di affermare, in accordo con le pratiche più antiche che la stagione delle cove inizia nel mese di marzo. Anche ciò però è opinabile, influenzato dalla tecnologia che con appositi impianti, può favorire l’anticipo delle cove, aumentando gradatamente i tempi di esposizione dei soggetti alla luce diurna e la temperatura ambientale. Infatti è proprio il protrarsi del fotoperiodo  e l’aumento della temperatura ambientale che induce nei canarini la maturazione delle gonadi e l’istinto di accoppiarsi. Naturalmente, sia l’innalzamento della temperatura, sia l’allungamento del fotoperiodo, devono essere fatti in modo molto graduale sin dal periodo di fine muta, così da indurre i soggetti alla deposizione anche a gennaio.

L’anticipo nelle cove, può portare notevoli risultati, partendo dal presupposto che:

 

  1. Si evitano deposizioni nei periodi più caldi dell’anno;
  2. Si è liberi di andare in vacanza nei periodi estivi;
  3. I soggetti mutano prima e sono così più pronti per affrontare lo stress delle mostre.

 

Per quanto riguarda la scelta delle apparecchiature, questa ricade sempre su quelle temporizzate, che danno la possibilità di incrementare luce e temperatura in modo graduale, senza che i soggetti ne risentano. Bisognerà solo controllarne il corretto funzionamento, almeno per i primi tempi.

La temperatura ottimale d’inizio per le cove è di circa 15° C con un tasso di umidità che deve aggirarsi sul 50-60%, fin ad arrivare al 70% a stagione cove inoltrata mentre il fotoperiodo si aggira sulle 14 ore di luce. Temperature, o esposizioni diverse, potrebbero indurre ad avere difficoltà nell’accoppiamento con conseguenti uova chiare, o svogliatezza dei soggetti che sarebbero più restii a covare, senza dimenticare che c’è sempre l’eccezione che conferma la regola.

Naturalmente, bisogna stare molto attenti nell’anticipo delle cove, perché non dobbiamo dimenticare che comunque stiamo usando una pratica che va contro natura, e che il suo effetto potrebbe incrementare ed amplificare quelle condizioni sfavorevoli che altrimenti potrebbero essere facilmente controllate.

 

FORMAZIONE DELLE COPPIE

La formazione delle coppie è cosa assai delicata. Se le coppie sono già formate siamo già a metà dell’opera, ma se i soggetti sono ancora in voliera, dove hanno terminato la muta, maschi da una parte e femmine dall’altra, allora è il caso di organizzarsi per bene. Il consiglio è quello di redigere una scheda per ogni soggetto, nella quale si riportano tutti i fattori di pregio e tutti i difetti, la linea genealogica, il comportamento dei genitori in fase di cova e tutti quei piccoli particolari che possano influenzare la stagione. Una volta stilate queste schede, si può procedere alla formazione delle coppie sulla carta, cambiando di volta in volta, finché non si raggiungono i criteri desiderati. Se i soggetti sono pochi, il problema non sussiste, perché per forza di cose ci dovremo accontentare di quello che abbiamo, ma se i soggetti sono tanti, allora ci sarà da lavorare, perché potremo provare e riprovare finché non raggiungeremo l’equilibrio desiderato. Una volta decise le coppie, bisognerà testare l’affinità di coppia, magari tenendo i due soggetti nella stessa gabbia per  osservarne il comportamento. Se non dovessero andare d’accordo, si possono tenere per alcuni giorni separati in gabbie diverse, ma poste in modo che si possano vedere. Nel più delle volte la cosa riesce, in pochi casi invece bisognerà cambiare la composizione della coppia.  Per l’accoppiamento, ci sono due pratiche:

 

  1. La coppia fissa
  2. Il cosiddetto maschio ballerino, cioè il maschio che feconda più femmine

 

Nel primo caso, che poi è quello che consiglio, ogni coppia sarà formata sempre dagli stessi soggetti, in modo da creare l’affinità di coppia, con conseguente diminuzione del fattore uova chiare.

Nel secondo caso, avremo un maschio vigoroso che feconderà più femmine. Si dovrà provvedere pertanto a spostare giornalmente il maschio di gabbia in gabbia a seconda del grado di maturazione sessuale della femmina. Questa pratica però non da sempre buoni risultati, per diversi fattori e molteplici accorgimenti da seguire:

 

1.      Il maschio esaurisce facilmente la sua carica sessuale;

2.      Siccome la fecondazione avviene nell’infundibulo o addirittura nelle ovaie e gli spermatozoo impiegano circa 24 ore per raggiungere l’infundibulo, e l’uovo poco più tempo per percorrere l’ovidotto, c’è la possibilità che se la deposizione avviene il giorno dopo alla copula, le uova siano sicuramente infeconde;

3.      Possiamo inoltre sbagliare i tempi di accoppiamento tra i soggetti, unendo maschi pronti con femmine che hanno ancora bisogno di tempo.

4.      Bisognerà tenere i maschi il meno possibile con le femmine per evitare l’affiatamento di coppia altrimenti il maschio sarà poi restio ad accoppiarsi con un’altra femmina e la femmina difficilmente accetterà il corteggiamento di un altro maschio;

5.      Bisognerà tenere i maschi in situazione di penombra, per averli freschi e pimpanti nel momento del bisogno ed evitare che per la troppa foga di accoppiarsi si feriscano.

 

Si capisce benissimo che nella seconda pratica, bisognerà far collimare diversi fattori che invece nella prima, risultano naturalmente assolti, con maggiori probabilità di uova feconde.

E’ bene tener presente in entrambe le pratiche, che la copula del canarino, è velocissima, dura pochi secondi e può avvenire in qualsiasi periodo della giornata, anche se i canarini preferiscono accoppiarsi al tramonto o alle prime luci dell’alba.

C’è da sottolineare, che in alcune razze allevate, e nel ns. caso i Malinois, prima della fase di accoppiamento, bisognerà effettuare una toelettatura del ventre dei soggetti, per evitare che un piumaggio troppo folto, pregiudichi la compbciazione delle cloache.  In questo caso si approfitterà anche per tagliare le unghie troppo lunghe, che potrebbero impigliarsi nei materiali di allestimento del nido, provocando il ferimento dei soggetti, o in alcuni casi, l’espulsione involontaria dei piccoli dal nido.

Ricordiamo infine che nel periodo di accoppiamento, è bene somministrare una dieta leggermente iperproteica, integrata da un pastoncino secco a basso tenore proteico che si aggirerà sul 15%, in modo da compensare lo sforzo e lo stress subiti dai canarini nell’espletamento di questa pratica amorosa.

 
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